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Ceci n’est pas un théâtre

Le stagioni finiscono. Le estati passano. Cambia il clima, cambiano i governi. E noi siamo ancora qui, con una sola unica certezza: la nostra Casa dolce Casa.
Una casa anche quest’anno abitata da vecchi amici che tornano a farci visita, da inquilini fedeli e affezionati e da tanti nuovi ospiti che si affacciano per la prima volta alla nostra porta.
È stata sempre questa la peculiarità dell’Argot: mischiare le carte, far crollare le certezze, shakerare il vecchio col nuovo per avventurarsi su strade poco battute ed accogliere stimolanti sfide.
E cosi anche quest’anno abbiamo lavorato per proporvi un banchetto ricco e variegato con tanti prodotti fatti in casa (made in Argot), ma anche tante prelibatezze d’importazione.

La prima parte di stagione, da ottobre a gennaio, è targata Argot Produzioni con ben 7 debutti, che abbiamo voluto fortemente ‘far nascere’ in casa, come dei figli da accudire, amare, proteggere, prima che ‘spicchino il volo’.
Perché a casa si può giocare, si può sperimentare, si può sbagliare, e l’Argot sempre di più vuole essere quella casa in cui autori, registi, attori, scenografi, costumisti, light designer, musicisti e tecnici si possono esprimere in libertà.

L’Argot non vuole solo aprire le porte per mostrare cosa nasce tra queste mura, ma vuole continuare, come da tradizione, ad affacciarsi alla finestra, per farsi attraversare da quello che succede fuori e ad essere un attento osservatore della contemporaneità.
E così tanti artisti che l’Argot segue con affetto e attenzione abiteranno il nostro spazio nella seconda parte della stagione, da febbraio a giugno.

L’Argot si conferma dunque casa, laboratorio d’idee, officina culturale e centro di produzione, quindi non solo un teatro. Parafrasando uno dei più grandi esponenti del surrealismo potremmo dire: “Ceci n’est pas un théâtre”. 

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Direzione Artistica
Francesco Frangipane