2-5 febbraio

ELENA

 La guerra non ha un volto di donna 

Chi è Elena? Come si fa a raccontare un ricordo senza tradirlo ? E perche’ ci fu la guerra di Troia?  La guerra non si fa forse sempre per un illuisione ? Chi sono gli eroi? E dopo la guerra, cosa rimane  ? In questo viaggio ogni nuovo pensiero mette in discussione il precedente “Elena “ e’ il racconto  di un viaggio nel tempo che solo il mito ci concede di fare e rifare per rinnovare il senso e la  coscienza di ciò fu. 

Elena è tratto da Quarta dimensione e dai versi di Omero . Quarta dimensione è il capolavoro  del poeta greco Ghianni Ritsos, scritto durante i lunghi anni di detenzione nei campi di  concentramento del regime militare del colonnelli, che con un colpo di Stato prese il potere in Grecia  dal 1967 al 1974. La maschera della mitologia serviva al poeta per eludere la rigida censura del  regime: infatti, fingendo di scrivere della classicità, Ritsos denunciava le malefatte e la tragica realtà  di un Paese schiacciato dalla morsa dei moderni tiranni. . La Quarta dimensione è un’estensione ,  che implica la necessità di un’ulteriore coordinata, oltre a quelle spaziali. 

Elena, figlia del padre di tutti gli dei, è uno dei personaggi più noti della letteratura classica e,  secolo dopo secolo, ha ispirato numerosi racconti e leggende. L’Iliade e l’Odissea, due celebri  episodi dell’Eneide, nonché tragedie di Eschilo e Euripide, un dramma satiresco di Sofocle, due palinodie di Stesicoro. La sua bellezza è cantata da Saffo e da Alceo, ricordata da Erodoto nelle  Storie, e da Esiodo nel Catalogo delle donne. La sua leggenda gode di notevole fortuna nell’Oriente  bizantino e, attraversa il medioevo per rivivere in epoca più recente nel Faust di Goethe e nelle  opere e musiche di Gluck, Berlioz, Saint-Saëns.

A inizio Novecento un’Elena «tacita e serena, come  la luna, sopra il fuoco e il sangue» è ritratta nei Poemi conviviali di Giovanni Pascoli. Secolo dopo  secolo, molte voci ne raccontano la storia e numerosi sono gli scultori e i pittori che la ri-traggono  e che sempre più abbandonano l’illustrazione idealizzante del mito per concentrarsi sul suo volto e  sul suo corpo, sulla sua femminilità.

Il volto di Elena e il racconto della sua storia mutano di epoca in epoca e si rifrangono di versione  in versione. Tutti conoscono il mito di Elena. Eppure con il mito vale sempre la pena di ricominciare. 

Lo studio di questo spettacolo “Elena o della guerra “ del 2013 è stato il primo passo del progetto  “le imperdonabili “ – donne testimoni scomode del loro tempo . Di questo progetto fanno parte  gli spettacoli : Donna non riedicabile di Stefano Massini , I Monologhi dell’ Atomica da Svetlana Aleksievich e Kyoto Hayashi e I Diari della Guerra da Il Dolore di Margherite Duras. Torniamo  dopo 9 anni al punto da cui tutto ha avuto inizio .  

ELENA

 La guerra non ha un volto di donna 

 

di e con Elena Arvigo  

 Da testi di Ghiannis Ritsos e Omero  

Collaborazione alle scena : Julia Mikheeva  

Disegno Luci : Andrea Iacopino  

Assistenti alla regia : Alessandra Salamida e Francesco Biagetti  

Produzione : SantaRita & Jack Teatro  

Organizzazione : Egilda Orrico 

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