8 maggio 2026 ore 18.30

SIDIS

compagnia Lenti al Contatto
autore Sebastiano Ragni
regia Carlo Guglielminetti
con Piero Lanzellotti, e Gilda Rinaldi Bertanza
musiche originali di Guido Tongiorgi

Una volta personaggio pubblico, per sempre personaggio pubblico. Cosi si conclude nel 1944 il processo per violazione della privacy di William James Sidis. Bambino prodigio, genio schivo e incompreso, è l’uomo con il Ql più alto mai stimato al mondo: ma chi veramente lo conosce? La sua figura è caduta nelloblio.

Da una riflessione sul concetto di violazione della privacy si sprofonda in William James Sidis. Scenografia e musiche vanno a comporre un habitat dedicato alla sua più grande passione: il collezionismo di biglietti di mezzi di trasporto. Testimonianze, scritti e conversazioni spiate fanno emergere il ritratto cubista di un “genio” quantomeno peculiare: scrittore fantascientifico, interprete poliglotta e collezionista di biglietti di mezzi di trasporto…

La vita di un uomo che forse sarebbe potuto diventare l’uomo più importante del novecento – o che forse lo è stato ma nessuno l’ha mai saputo – porta a un’inevitabile domanda: quanto costa l’intelligenza e soprattutto cosa farne?

In scena viene utilizzato un proiettore di diapositive alternando la riproduzione di fotografie e in generale immagini stampate su lucidi per lavagna luminosa, di fondali realizzati con gelatine colorate, lucido per disegno tecnico e cartoncino nero, o di semplice fonte di luce. Ai fini della ricerca drammaturgica la compagnia si è documentata sia studiando la letteratura scientifica di riferimento, in questo caso i saggi di W.J Sidis e del padre Boris, e le testimonianze sulla vita del personaggio raccolte nella biografia scritta da Amy Wallace, sia conducendo una ricerca sulle tematiche che emergono dalla vita del protagonista e le loro risonanze con il contemporaneo quali il Diritto all’Oblio. La scena si sviluppa quindi tra interventi di Divulgazione, restituzioni di testimonianze e documenti diretti e scene drammatizzate. La ricerca sulla messa in scena dei tre registri viene condotta Ibridando i linguaggi dello spettacolo dal vivo in continuità con la poetica della compagnia.

La nostra ricerca nasce da un’indagine sullo sguardo del pubblico e si articola in una costante multifocalità scenica. Nel progetto precedente, Gamberetti, caratterizzata da tre livelli di azione drammatica che avvenivano in contemporanea; in Sidis dal rapporto tra attori, proiezione sul fondo e l’intreccio di funi grigie che ritrae il tracciato di una rete tramviaria. Il pubblico è spesso interpellato soprattutto nelle esposizioni divulgative dove ci si rivolge direttamente a lui. Ci
sentiamo molto legati alla concezione di Andrea Cosentino di un teatro contemporaneo come post-drammatico e a quello di Flavia Mastrella di impianto scenico come habitat. Nella consapevolezza di un pubblico cosciente dell’inganno, ogni spettacolo ha la propria grammatica tra le cui regole lo spettatore si districa. Immerso in una logica che, per quanto folle, funziona ed è accettata, perché siamo nella mente di W.J.Sidis è allora normale che le persone si muovano come tram e i biglietti prendano vita.

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